FAQ

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Come influisce sui disinfettanti un ceppo resistente agli antibiotici?

 

Ceppo resistente agli antibiotici non equivale resistente a sostanze chimiche. Questi batteri hanno sviluppato una resistenza agli antibiotici che si riferiscono a situazioni cliniche umane.

Ciò non implica che questi ceppi siano resistenti alla disinfezione chimica. I disinfettanti chimici vengono oggi testati su ceppi resistenti agli antibiotici quali VRE, MRSA ecc.. i risultati vengono riportati nelle rivendicazioni in etichetta.

Ci sono opinioni differenti all’interno della comunità scientifica se un uso eccessivo di disinfettanti possa portare ad una resistenza chimica. Una indagine della letterature ha mostrato che diversi studi pubblicati suggeriscono che disinfettanti chimici quali i quats (quaternari) che rilasciano dei residui attivi sulle superfici possano portare a resistenza.

Alcuni prodotti rilasciano sulle superfici dei residui di ingredienti attivi. I produttori rivendicano che questi residui sono importanti per un’attività biocida duratura.

Gli ingredienti attivi residui rilasciati dagli antimicrobici sono efficaci finché sono umidi. Inoltre questi residui possono contribuire alla formazione di ceppi di microrganismi resistenti alle sostanze chimiche.

 

Perché è importante che i disinfettanti siano esenti da VOCs ?

 

I Composti Organici Volatili (VOC) sono composti che contengono almeno un atomo di carbonio, escluso il monossido e il biossido di carbonio che evaporano velocemente nell’atmosfera. I VOC includono un ampio campo di sostanze derivati da categorie di sostanze quali gli idrocarburi, gli alocarburi e gli ossigenati.

Le fonti più importanti di emissioni di VOC sono i solventi organici usati in molti prodotti di consumo e commerciali quali i deodoranti ascellari, i prodotti per la pulizia e disinfezione, le pitture per esterni usate nelle abitazioni, gli inchiostri di stampa commerciali; nel settore dei trasporti quali le emissioni di scarico dalle vetture e dai camion; vari processi industriali quali

la produzione di sostanze chimiche e la combustione di combustibili e legna. Non tutti i VOC hanno origine da fonti generate dall’uomo, tuttavia i VOC predominano nelle aree più popolate ed industriali con emissioni.

L’uso di solventi nei paesi europei è, per importanza, la seconda fonte di emissioni nell’atmosfera di VOC generate dall’uomo.

 

Quale è la differenza tra BHP (Boosted Hydrogen Peroxide) e H2O2 reperibile in farmacia?

 

Il perossido d’idrogeno acquistato in farmacia è una soluzione di perossido al 7% in acqua.

Gli scienziati hanno lavorato per molti anni allo scopo di individuare un metodo per mescolare in maniera appropriata altri ingredienti in questa soluzione di acqua e perossido d’’idrogeno e creare un prodotto commercialmente valido ed efficace.

BHP è una formulazione di perossido d’idrogeno, surfattanti e altre sostanze inerti che risulta in ingredienti meno attivi ma con migliori e più rapide prestazioni rispetto al perossido d’idrogeno al 7% in acqua (alla diluizione in uso del BHP per le superfici ambientali gli ingredienti attivi sono <2%).

 

Molti prodotti detergenti e/o disinfettanti disponibili sul mercato presentano piacevoli odori quali limone, lime ecc.. perché BHP non presenta alcun odore?

 

Una ragione per creare un prodotto esente da profumazione è di evitare la copertura di odori.

Nella maggior parte dei casi l’odore di un detergente e di un disinfettante ha l’effetto di coprire l’odore della sostanza chimica e, in ultima analisi, l’odore nella stanza o nella struttura.

Il pulito in realtà non ha alcun odore. L’assenza di odore è dovuta all’l’assenza di materiali che provocano odore. Quando pulite e disinfettate con il BHP non vi è alcun odore per mascherare

il pulito. La vostra camera o struttura odorerà eventualmente solo di pulito.

L’aggiunta di odori che molto spesso contengono Composti Organici Volatili (VOC) a detergenti e disinfettanti è anche una delle principali cause di sensibilità alle fragranze e influisce negativamente sulla qualità dell’aria nell’ambiente. Creando un prodotto esente da odori si creano minori reazioni negative degli utenti finali, minori lamentele da parte delle persone presenti nella struttura trattata con BHP e, perciò un prodotto migliore sotto l’aspetto della salute e della sicurezza.

 

Quale è l’influenza dei VOC sull’ambiente?

 

Quando i VOC vengono rilasciati nell’atmosfera partecipano alle reazioni atmosferiche fotochimiche per formare, al livello del suolo, dell’ozono e dei particolati. Questi due inquinanti dell’aria sono I principali ingredienti dello smog e provocano ogni anno seri effetti sulla salute, Incluso migliaia di morti premature, ospedalizzazioni e visite nelle emergenze.

Quasi tutto l’ozono a livello del suolo e circa due terzi dei particolati si formano nell’atmosfera attraverso le reazioni di sostanze che ne sono all’origine, con I VOC fra i più significativi. Conseguentemente , la riduzione di particolati ed ozono deve realizzarsi mediante la riduzione delle sostanza che ne sono l’origine quali I VOC.

 

I VOC sono pericolosi per la salute umana?

 

L’impatto sulla salute può avvenire quando i VOC vengono rilasciati nell’atmosfera e partecipano alle reazioni atmosferiche petrolchimiche provocando la formazione di ozono e di particolati a livello del suolo. Questi due inquinanti dell’aria sono i principali ingredienti dello smog e provocano in Europa seri effetti sulla salute, incluso ogni anno migliaia di morti premature, ospedalizzazioni e visite nelle emergenze. I VOC sono una delle sostanze principali all’origine di ozono e sostanze particolate a livello del suolo.

L’effetto di sostanze che possono essere individuate come VOC è molto ampio.

Azioni nell’agenda della Commissione Europea sono finalizzate ai sotto-insiemi di queste sostanze usate come costituenti di solventi in prodotti di consumo e commerciali.

Le azioni dell’agenda non sono in risposta ad una constatazione che questi VOC, costituenti di solventi, costituiscono un rischio diretto sulla salute umana, ma piuttosto al fatto che con l’evaporazione nell’atmosfera possono essere sottoposti a reazioni petrolchimiche risultanti nella formazione di ozono e sostanze particolate a livello del suolo.

 

Perché la resistenza crociata tra i “disinfettanti chimici classici” e gli antibiotici ?

 

La maggior parte dei disinfettanti e biocidi oggi disponibili contengono sostanze chimiche che riportano determinati effetti, sui microbi e le loro repliche, tramite un “meccanismo d’azione” biocida. In alcuni casi l’esposizione conseguente a biocidi con meccanismi di azione definiti causa nei batteri una migliore tolleranza ai biocidi con lo stesso meccanismo d’azione. Il microbo sviluppa una resistenza a definiti ingredienti antimicrobici attivi, o meglio: al loro meccanismo d’azione. Questa resistenza antimicrobica può essere provocata dall’uso di biocidi (“antimicrobici non invasivi”) e antibiotici (“antimicrobici umani” o “antimicrobici medicinali”).

 

Da quando è stato constatato l’effetto dei biocidi sulla resistenza agli antibiotici?

 

Solo recentemente è stata messa in evidenza che la resistenza provocata da (concentrazioni sub-inibitorie dei) biocidi può creare resistenza anche agli antibiotici.

Questo sviluppo è allarmante e ha un effetto diretto sulla salute umana e sulla prevenzione delle infezioni.

 

I “disinfettanti chimici classici” contenenti composti di ammonio quaternario provocano resistenza agli antibiotici?

 

Il gruppo di disinfettanti chimici in uso più diffuso è quello dei cosiddetti composti di ammoni quaternari, denominati anche Quats o QACs. È noto da lungo tempo che i Quats possono provocare una resistenza antimicrobica. Noi abbiamo allegate alcune rilevanti ricerche che dimostrano questo effetto. L’effetto è causa dello sviluppo di organismi resistenti. Per se stesso, questa è una constatazione molto allarmante e dovrebbe avere delle serie conseguenze in relazione all’impiego dei Quats nel controllo e nella prevenzione delle infezioni, in particolare in situazioni in cui sono presenti individui in stato di debolezza (ospedali, sale chirurgiche, reparti di emergenza e pronto soccorso, ambulanze, istituti per anziani, scuole, e nidi d’infanzia).

Inoltre ricerche recenti hanno mostrato che i Quats non provocano solo resistenza ai disinfettanti o biocidi, ma anche agli antibiotici. Ciò pone un altro rischio ed è anche di maggiore importanza per gli addetti alla prevenzione delle infezioni. La recente pubblicazione dell’articolo nella ben nota rivista scientifica internazionale Micro-biology con titolo “Effetto di concentrazioni sub inibitorie del cloruro di benzalconio sulla competitività dello Pseudomonas aeruginosa coltivato in una cultura continua” (Paul H. Mc Cay et al. 2010) ha fornito una allarmante e travolgente evidenza. I ricercatori hanno constatato che l’esposizione al Cloruro di benzalconio (BCK,Quats) ha un effetto diretto sulla resistenza dello Pseudomonas aeruginosa.

In meno di 30 generazioni (ciò significa meno di un mese) la Concentrazione Inibitoria Minima (MIC, la concentrazione più bassa che inibisce la crescita visibile di un microrganismo dopo l’incubazione di una notte) è cresciuta di un fattore 12 (1200%) da 25 mg/l a più di 300mg/l ed

il MIC di una quantità di antibiotici è aumentato in maniera sostanziale (256 volte) durante lo stesso periodo.

 

Qual’è il nuovo problema con le infezioni acquisite in ospedale?

 

Dati dal Data the National Health Services (NHS) in UK :

- Sono state riscontrate in Inghilterra 36.097 infezioni da Clostridium difficile (pazienti con età da 2 anni in su)

- Saniswiss, con il ricorso a tecnologie molto avanzate basate su estese ricerche scientifiche e su evidenze, offre alternative di disinfezione efficaci e rapide che sono ecologiche e semplici per l’utilizzatore .

- Le formulazioni Saniswiss capitalizzano la semplicità del perossido d’idrogeno il cui potere di disinfezione naturale viene esaltato dalle nostre tecnologie brevettate allo scopo di ottenere l’efficacia necessaria già a basse concentrazioni.

- Questa combinazione unica di facilità d’uso ed efficacia consente l’impiego dei nostri prodotti in applicazioni esistenti e nuove, senza i rischi dei prodotti chimici tradizionali.

- Dati sulle infezioni nel sangue da MRSA hanno mostrato che in Inghilterra nel 2008/2009 sono stati registrati 2,933 casi.

- Da Gennaio a Marzo 2009 sono stati riportate 266 epidemie di Norovirus da 43 enti NHS. Un totale di 82% delle epidemie ha portato alla chiusura dei reparti, con 2814 pazienti e 747 operatori segnalati come affetti da parte di queste epidemie e sono stati perduti più di 4-000 giorni-letto.

- La resistenza agli antibiotic è un importante indicatore per I costi associate con le infezioni acquisite in ospedale perché sono difficili o impossibili da trattare con gli antibiotici.. il costo delle infezioni acquisite in ospedale ammonta solo in Europa a miliardi di euro all’anno. Questo equivale a decine di migliaia di giorni-letto persi. Esempi di ceppi resistenti sonoMRSA, VRE,MR-TBC e i ceppi scoperti recentemente ESBL (Paesi Bassi), soprattutto Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae. In certi paesi, quale la Germania, Norovirus e Clostridium sono delle importanti cause di epidemie. Quando i biocidi contribuiscono alla resistenza dei microbi nei confronti degli antibiotici, come messo in evidenza da receni ricerche, si raccomanda un immediata transizionie a biocidi con un meccanismo d’azione che è ostanzialmente differente a quello dei normali biocidi o a biocidi che abbiano un meccanismo di azione ossidante.

 

Per quanto concerne il cosiddetto “effetto residuo” come promozionale per i Quats?

 

I Quats rilasciano sulla superficie una cosiddetta concentrazione sub-inibitoria. Alcune aziende promuovono i Quats per un “effetto residuo “ di 24ore, 48 ore o 7 giorni. Questo effetto residuo così lungo può provocare una resistenza antimicrobica e anche provocare resistenza degli organismi agli antibiotici.

 

I disinfettanti “chimici classici” contenenti clorexidina possono causare resistenza crociata agli antibiotici?

 

Non solo I quats causano una dimostrata resistenza crociata tra biocidi e antibiotici. In altre ricerche (v. gli allegati) è dimostrato che esiste una resistenza crociata tra clorexidina (CHX) e diversi antibiotici quali I beta-lactams, quinoloni e aminoglicosidi.

La resistenza combinata degli antibiotici e biocidi può essere ipotizzata da una sorta di azione simile di ambedue i tipi di agenti. CHX e i composti di ammoni quaternari agiscono attraverso il danno degli strati esterni della cellula, attraversano la parete della cellula o la membrana esterna, poi attaccano il citoplasma del batterio o la membrana interna provocando una fuoruscita dei costituenti intra cellulari. Cambiamenti nelle membrane esterne o interne, ma anche pompe di efflusso sono stati coinvolti nella resistenza batterica ai biocidi ed agli antibiotici. Anche i Quats sono supposti avere un effetto sui meccanismi di trasporto e replica dei microbi.

 

Cosa circa i composti ammoni quaternari e clorexidina nella pratica ?

 

I Quats e la Clorexidina sono diffusi a causa della loro attività a basse concentrazioni, che risulta in una elevata diluizione dei Quats e del loro effetto residuo. È chiaro dai dati di ricerca presentati qui, che gli alti tassi di diluizione (risultanti da in concentrazioni attive molto basse) e l’effetto residuo sono una combinazione pericolosa per sostanze quali i Quats e la Clorexidina.

I Quats vengono spesso usati su superfici dure e pavimenti e restano presenti per molti giorni o anche settimane, con concentrazioni sub-inibitorie. CHX è frequentemente usata per lavare le mani e come antisettico. CXH resta presente nella cute per molte ore contribuendo alla resistenza microbica inclusa la resistenza agli antibiotici

 

Usa Saniswiss ingredienti ossidanti nella sua tecnologia BHP ?

 

Ingredienti attivi ossidanti quali cloro, iodio, ozono, acido peracetico o perossido d’idrogeno non provocano questo effetto di resistenza crociata ed il loro impiego è consigliato in tutte le applicazioni dove sono presenti individui vulnerabili.

Tuttavia lo iodio ha un sostanziale effetto (negativo) di colorazione che lo rende rilevante solo per alcune applicazioni cutanee, l’ozono è un gas e perciò difficilmente maneggiabile e il cloro è corrosivo e presenta aspetti ambientali e d’impiego negativi, il Perossido d’idrogeno e l’acido peracetico sono corrosivi a concentrazioni elevate. L’acido peracetico ha un odore particolare e sgradevole ed è pericoloso ed irritante per il sistema respiratorio. Inoltre sia l’acido peracetico come il cloro sono corrosivi su cute ed occhi.

 

Quale è la scelta migliore per prevenire il rischio di resistenza antibiotica crociata dei microrganismi ?

 

Saniswiss presenta dati indipendenti con cui viene dimostrato che l’esposizione dei microrganismi a quats e clorexidina provoca la resistenza dei microrganismi a diversi antibiotici d’uso comune.

Per evitare la formazione di questa resistenza si raccomanda per gli ambienti critici il trasferimento ai biocidi con differenti meccanismi d’azione o biocidi ossidanti.. l’impiego dei quats e della clorexidina aumenta il rischio di resistenza antibiotica dei microrganismi. Ciò è controproducente per la prevenzione ed il controllo delle infezioni e dovrebbe portare conseguenze sull’impiego (abbondante) di disinfettanti “chimici-classici” contenenti quats e clorexidina laddove nessuna sterilizzazione può dare sicurezza dopo l’uso di antimicrobici.

Saniswiss-biosanitizer è la soluzione per risolvere questo argomento di resistenza crociata grazie al basso tenore di perossido d’idrogeno e della sua modalità di azione ossidativa.

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